Cliente
Pubblico
Anno
2007
Programma
Cultura
Stato
Progetto

Un museo e un polo per la cultura ludica nelle ex Scuderie di Villa Ada a Roma per una delle più importanti collezioni di giocattoli al mondo.

 

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Un museo per una delle più importanti collezioni di giocattoli al mondo (oltre 30mila pezzi, facenti parte della collezione raccolta dallo svedese P. Pluntky, acquistata poi dall’imprenditore italiano L. Servadio e, in seguito, passata in proprietà al Comune di Roma), ma anche un centro legato ai temi dell’Infanzia e della cultura ludica, per i bambini e per gli adulti, con laboratori didattici, spazi per esposizioni temporanee, sala feste e convegni, bookshop e caffetteria. Il luogo è il parco di Villa Ada a Roma, nell’area delle Scuderie Reali, in parte riutilizzando i tre edifici dismessi delle ex Scuderie Reali (risalenti al XIX secolo, ormai in rovina), in parte realizzando nuovi spazi ipogei nell’area prospiciente, vuota e fortemente degradata, in cui un tempo vi erano le serre. Il progetto salvaguarda i caratteri storici degli edifici, con un accurato restauro delle facciate, prestando anche attenzione nella conformazione degli spazi ipogei alla presenza dei pini e dei lecci secolari. Due i livelli funzionali: il livello ipogeo e il livello fuori terra, giocati tra sopra e sotto, esterno e interno. Al livello ipogeo, affacciati sulla piazzetta ipogea di accesso e su una corte ipogea, vi sono le funzioni più “pubbliche”: l’atrio e i servizi di accoglienza e informazione, la sala video, la sala mostre temporanee, il bookshop, la sala proiezioni/feste/conferenze, i laboratori ludico-didattici, la biblioteca, gli uffici, i locali di deposito e di servizio, i locali impianti. Al livello fuori terra vi sono gli spazi per l’esposizione permanente, all’interno dei due edifici storici, accessibili da una sala ipogea. Il Casale dei Trenatori è destinato a ristorante-caffetteria, mentre al di sopra dell’edificio centrale è previsto una caffetteria con terrazza panoramica. L’area delle ex-serre, da cui si accede all’atrio ipogeo, è trasformata in un grande “giardino delle meraviglie”, con giochi all’aperto, un labirinto e vaste aiuole di piante aromatiche e officinali, alla cui ortogonalità geometrica fa da contrappunto la forma libera di arbusti e cespugli da fiore, erbacee e tappezzanti (tutte piante rustiche autoctone a bassa manutenzione). Nel parterre a prato alcuni grandi lucernari portano luce agli ambienti sottostanti del museo, richiamando la forma delle serre pre-esistenti. Nell’area centrale il prato si inarca su una lieve collina punteggiata da oculi vetrati che illuminano l’atrio sottostante. Nell’interno degli edifici, fortemente alterato nel corso del Novecento, contenitore e contenuto sono trattati come entità separate, mediante contro-pareti attrezzate con vetrine espositive incassate e intercapedini per impianti ed elementi strutturali. Questa soluzione, oltre a consentire la massima flessibilità delle sale espositive, crea uno iato tra l’esterno degli edifici – ripristinato e salvaguardato nella sua integrità – e l’interno, trattato come un ambiente a sé stante, capace di suscitare nel visitatore un iniziale spaesamento. Il visitatore, inoltre, scopre che i due edifici storici delle Scuderie sono soltanto la “punta di un iceberg”: parte integrante di un mondo sommerso tutto da scoprire, con percorsi che salgono e scendono, entrano ed escono. La varietà dei percorsi e la possibilità di scelta al loro interno sarà la caratteristica principale del museo: in questo modo lo spazio originario, lineare e immediatamente leggibile nella sua geometrica assialità, si anima e si arricchisce di imprevisti, sorprese, opportunità. L’esperienza dello spazio, scoperto in modo progressivo e attivo, è parte integrante dell’esperienza museale: lungo il percorso il visitatore incontra sollecitazioni visive, uditive, tattili che lo coinvolgono personalmente, in un continuo andirivieni fra dimensione cognitiva e sensoriale. Questo tipo di organizzazione degli spazi rima con l’oggetto stesso del museo: museo del gioco, e dunque museo che invita alla scoperta, alla dimissione dei luoghi comuni, all’ironia, intesa come possibilità di dare nuove letture del conosciuto e aprire nuove inaspettate prospettive.

 

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CREDITI

Museo Europeo del Gioco e del Giocattolo nell’area delle ex scuderie reali e delle serre di Villa Ada, Roma I
2004 – 2007 I
Committente: Comune di Roma e Zétema progetto cultura srl I
Progetto architettonico preliminare – 2005; aggiornamento del progetto architettonico preliminare – 2006; progetto architettonico definitivo – 2007; progetto preliminare dell’allestimento e degli arredi – 2006. Con la collaborazione dello Studio Zordan – architettura, Stelet – impianti, Interpro engineering – strutture, Venice Plan Ingegneria srl – progetto esecutivo 1° lotto I
Slp: 11.800 mq; giardino e spazi pubblici 6.960 mq I
Importo presunto dei lavori: opere edili, strutture e impianti 12.724.673,44 €; allestimento e arredi 2.773.500,00 € I