BIBLIOTECA UNIVERSITA’ Pavia

Cliente
Pubblico
Anno
2018
Programma
Cultura
Stato
Realizzato

Il progetto della Biblioteca di Studi Umanistici nel Polo San Tommaso: una nuova idea di biblioteca universitaria.

In un famoso articolo dal titolo The Deserted Library, uscito nel lontano Novembre 2001 sul settimanale americano “Chronicle of Higher Education”, Scott Carlson, saggista e biblioteconomo, riportava la preoccupazione di molti bibliotecari che vedevano una costante diminuzione delle presenze nelle biblioteche universitarie da parte degli studenti, dovuta all’avanzare delle nuove tecnologie e delle risorse on-line, che sembravano in procinto di rendere sostanzialmente superfluo l’accesso fisico alle biblioteche. Ma, ancora più interessante, Carlson rilevava che mentre le biblioteche si svuotavano, altri luoghi si riempivano di studenti: le sale comuni, le caffetterie, le librerie. Carlson sottolineava dunque che tutta una serie di “luoghi terzi” (per citare la definizione che il sociologo Ray Oldemburg ne aveva dato nel suo libro The Great Good Place del 1989) venivano preferiti dagli studenti non soltanto come posti adatti per l’incontro e la socializzazione, ma anche per soddisfare tutta una serie di nuove esigenze legate all’apprendimento e allo studio. In questi spazi comuni gli studenti trovavano quello che nella biblioteca non riuscivano a trovare: spazi informali per la discussione, l’approfondimento, lo scambio delle conoscenze, il lavoro di gruppo, senza rinunciare alle risorse documentarie, ormai disponibili anche on-line. Lo stesso Ray Oldenburg già nel 1997 (Making College a Great Place to Talk) evidenziava il fatto che i processi di apprendimento avessero luogo in tre diversi contesti: l’aula della lezione, dove i professori impartiscono ex-cathedra il sapere; gli ambienti dedicati allo studio e alla consultazione, tra cui annoverava anche la biblioteca; nei momenti di conversazione, che sono altrettanto importanti rispetto agli altri, perché servono alla crescita personale e collettiva, e sono finalizzati a consolidare il sapere stesso. Queste istanze rilevate da Oldemburg, Carlson e altri studiosi (pensiamo agli scritti di Scott Bennett, bibliotecario emerito dell’Università di Yale), non possono non essere seriamente prese in considerazione dalle biblioteche universitarie, se esse vogliono continuare a rispondere efficacemente alle esigenze di studio, ricerca e didattica dei loro utenti. Tali istanze rispecchiano un cambiamento del paradigma pedagogico stesso, che ha visto il passaggio da modalità di studio individuali a nuove forme collaborative di apprendimento e di studio di gruppo. Un mutamento simile è in atto anche nelle modalità di erogazione dei servizi di reference, che assumono oggi caratteristiche di maggiore informalità, non soltanto nelle biblioteche pubbliche ma anche in quelle universitarie. Questi cambiamenti necessitano di spazi differenti rispetto a quelli “tradizionali”, tali da consentire e agevolare le attività di gruppo e lo scambio dinamico delle conoscenze. Proprio a partire da questi presupposti è stata elaborato il programma funzionale e il progetto degli arredi della Biblioteca di Studi Umanistici nel Polo San Tommaso, puntando a realizzare non soltanto sale di studio tradizionali, ma anche spazi più ibridi, in cui siano possibili molti comportamenti differenti, finalizzati allo studio individuale così come alla socializzazione, allo studio di gruppo e all’apprendimento collaborativo. Nella biblioteca è stato declinato una sorta di modello biblioteconomico a “tre livelli”: un “primo livello” (spazi, collezioni e servizi al piano terra) aperto a tutti, anche a coloro che sono esterni all’Università; un “secondo livello” (piani superiori e primo piano interrato), a uso esclusivo degli utenti dell’Università e degli utenti autorizzati, entrambi però con collezioni direttamente accessibili a scaffale aperto, per favorire la serendipity nella ricerca e la trasversalità dell’offerta documentaria. Il “terzo livello” (depositi) è a scaffale chiuso, accessibile solo mediante l’intermediazione dei bibliotecari, ed è finalizzato a un maggiore approfondimento della ricerca. Vi sono sale di studio polifunzionali, che possono restare aperte autonomamente, in continuità con un’ampia caffetteria (facente parte di un prossimo lotto). Vi sono spazi e postazioni di studio di tante diverse tipologie, che consentono modalità di studio differenti. Il grande cortile, infine, diventa una nuova piazza aperta alla città. Le sfide che devono oggi affrontare le biblioteche universitarie non hanno più a che fare soltanto – come un tempo – con il rapporto tra lo studioso e il libro, e con il problema dello stoccaggio delle collezioni, che pure resta preponderante in strutture come questa. Le istanze di oggi e – soprattutto – di domani hanno a che fare con l’espansione delle tecnologie digitali e ad accesso remoto, che fanno sì che qualsiasi spazio oggi possa essere potenzialmente parte della biblioteca; riguardano le nuove necessità pedagogiche e di apprendimento, che richiedono spazi diversificati e più flessibili; si confrontano con l’utilizzo di nuovi supporti informativi, portatili e non; hanno a che fare con la richiesta sempre crescente da parte degli utenti di spazi comuni, informali e di socializzazione. Sono queste le sfide che le biblioteche universitarie oggi devono fronteggiare, se intendono mantenere la loro efficacia, e che hanno ispirato il progetto funzionale e degli arredi della Biblioteca di Studi Umanistici del Polo San Tommaso.

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BIBLIOTECA UNIVERSITA’ Pavia 2

CREDITI

Polo San Tommaso – Biblioteca di Studi Umanistici dell’Università di Pavia I
2017 – 2018 I
Committente: Università degli Studi di Pavia I
Programma funzionale, progetto preliminare, definitivo ed esecutivo degli interni e degli arredi, e progetto della grafica e della comunicazione.
In collaborazione con: ing. Silvia Lombardi – RUP UNIPV; ing. Lorenzo Duico – progetto edile e strutturale, direzione lavori; ing. Andrea Sala – progetto e direzione operativa strutture;ing. Paolo Picozzi – progetto e direzione operativa impianti; p.i. Lorenzo Gui – UNIPV direttore dell’esecuzione del contratto per la fornitura degli arredi I
Con la collaborazione di Benedetta de Bartolomeis – progetto della grafica e della comunicazione visiva I
Impresa edile; ITI Impresa generale SpA, Modena I
Fornitura arredi: Promal Srl, Torino I
Fornitura scaffali compattabili: Ferretto Group SpA, Vicenza I
Fornitura grafiche e segnaletica: Grafiche Abi2ue S.r.l, Milano I
Crediti fotografici: Simone Ronzio, Marco Morandotti e Alterstudio Partners I
Slp biblioteca: 5.000 mq I
Posti a sedere: 320 circa I
Importo degli arredi: 839.325,00 € I